Il "Sorriso di Cielo" de La Tosa in 5 annate

La malvasia aromatica di Candia è tradizionalmente utilizzata sui colli piacentini per realizzare vini frizzanti e leggeri. L'azienda La Tosa va controcorrente e intreprende la produzione di un vino fermo, strutturato, complesso e longevo.

Oggi, degustando una verticale dal 2017 al 1993, ho avuto il piacere di capire il potenziale di questo vitigno e superare la mia scarsa sintonia con i vini da uve aromatiche. Il Colli Piacentini Malvasia DOC "Sorriso di Cielo" de La Tosa è infatti vino bianco capace di stupire anche a un decennio dalla vendemmia.

Il 2017, il primo vino in degustazione, al naso è un tripudio di frutta croccante, agrumi come l’arancia e il bergamotto, erbe aromatiche e un po’ di peperone e foglia di pomodoro che ricordano il sauvignon. In bocca ha una bella morbidezza e una grande persistenza. Si intuisce il potenziale evolutivo. 

Il 2013, di colore più dorato, presenta una complessità di profumi più ampia di pesche mature, erbe aromatiche e gesso. In bocca conferma tutta questa complessità con un grande equilibrio tra zuccheri, acidità e freschezza. Finale molto lungo e pungente.

Il "Sorriso di Cielo" 2010 mi ha letteralmente conquistato: fresco, con profumi complessi, in cui ho riconosciuto erbe balsamiche e spezie. Al primo sorso una spiccata acidità e sapidità hanno risvegliato il palato, finale ancora lunghissimo, salivante e piacevolmente zuccherino.

Il 2007 rappresenta un piccolo miracolo: da un'annata molto calda e difficile, La Tosa ha prodotto un vino elegante e di grande equilibrio. Naso classico del "Sorriso di Cielo", frutta matura e spezie, di grande intensità e dolcezza.

L'annata 1993 fa parte delle prime sperimentazioni (sì, perchè "il sorriso del cielo" non è sempre stato fatto nello stesso modo). Vinificazione in legno, criomacerazione di una parte dell’uva, con il risultato di avere nel vino un’aroma appena un po’ più intenso, ma al prezzo di un’astringenza ed una sensazione amara più spiccate.

Una degustazione sorprendente che dimostra sia la longevità della malvasia aromatica di Candia, sia il potenziale evolutivo.